PRESENTAZIONE
Celeste, un uomo libero, si trova improvvisamente catapultato in una scuola di ventriloqui, abitata da pupazzi e manovratori, che vivono sotto il controllo imprescindibile e severo del temuto Sacro Direttore. Lo attende un viaggio doloroso e inaspettato tra le mura di questo non-luogo, popolato di schiavi e di padroni, di oscenità e paradossi, di violenza e ingiustizia, in cui i ruoli, i valori e le leggi sembrano capovolti. Forse è solo un gioco teatrale, in cui la stoffa è più viva del sangue, o forse è un incontro con sé stesso e, più in generale, con l’essere umano, in tutti i suoi aspetti più scomodi e bui, affidati ad una marionetta. Qui c’è spazio per l’invidia, l’ingordigia, la lussuria, la violenza. Non c’è censura e non c’è perbenismo, non c’è dio e non c’è morale. E’ un testo irriverente e provocatorio, come il Teatro Panico vuole.
Il Movimento Panico, nato in Francia alla fine del secolo scorso ad opera di Jodorowsky, Arrabal e Topor –passati alla storia come artisti beffardi e visionari- è, per loro stessa volontà, indefinibile e fuori da ogni categoria. E’ forse una ricerca del sacro attraverso il dissacrante, un ritorno caotico al paganesimo del dio Pan, con la sua sessualità violenta e oscena, ma anche un’accettazione libera e radicale dell’essere umano nella sua interezza.
Gli allievi del terzo anno sono dunque stati chiamati a mettere in gioco le capacità interpretative e attoriali apprese in questo percorso, la creatività e la fantasia per la costruzione dei pupazzi, ma anche a mettersi in discussione come esseri umani, confrontandosi e scontrandosi con i limiti e le censure, le inibizioni e giudizi costruiti e radicati nel corso della vita. Una sfida, dunque, non solo teatrale per tutti coloro che si approcciano a questo testo, da attori, da lettori, da pubblico, da esseri umani. (a cura di Ilaria Bisozzi)
“Il Panico non è un movimento, non è una filosofia, non è un’estetica, non è una definizione, non è un manifesto, non è un’arte, non è scienza, non è questo e non è nemmeno quest’altro.” (F. Arrabal)
CAST
con Maria Campana, Ludovico Cinalli, Ambra Innocenti, Gianmarco Gonnelli, Gian Maria Labanchi, Beatrice Mitruccio, Anna Pagnozzi, Paolo Perrone, Laura Petrone, Maria Chiara Scicolone
assistente alla regia Ilaria Bisozzi
supervisione pupazzi Andrei Balan
costumi Clara Barbieri
foto di scena Luisa Fabriziani
illustrazioni Laura Petrone





